Biografia

L’imprevedibilità e il silenzio con cui appariva e scompariva nelle colline durante la resistenza partigiana, gli portano in dote il soprannome che lo accompagnerà per tutta la vita: “Nuvolo”.
Quegli stessi tratti dimostrati quando è poco più che adolescente appartengono già ad un dato caratteriale che da adulto gli fa vestire i panni di sapiente sperimentatore della tecnica serigrafica, e quindi aprirsi, nel silenzio del laboratorio e nella lontananza dai clamori, ad una delle più singolari ricerche artistiche avvenute in Italia.

Il mezzo è quello del telaio serigrafico, che consoce nella scuola della sua città, Città di Castello, polo tipografico sin dal Quattrocento, ma che nella seconda metà degli anni Quaranta vede la serigrafia utilizzata solo a livello artigianale o nella grafica pubblicitaria. Nuvolo sente una crescente necessità ad indagarne le forme, capendo che la riproducibilità seriale può essere messa in discussione: ne aggira i limiti dell’epoca attraverso l’utilizzo di gelatine al bicromato divenendo il primo sperimentatore di serigrafia fotografica in Italia schiudendo il mezzo alle arti visive.
Concentrato in una ricerca personale continua ed elaborata sulla scorta di conoscenze matematiche e fisiche e più tardi informatiche, giunge a rinnovare dall’interno la tecnica serigrafica fino a rovesciarne l’impianto “industriale” per cui era nata. Nelle sue “Serotipie”, opere serigrafiche che non sono più multipli ma creazioni uniche, vive una costante dialettica tra spazialità “cartesiana” e libere colature di colore, ordine e casualità, in un divenire che non conosce sosta e parla linguaggi differenti e (solo) apparentemente inconciliabili.


1926 Nuvolo (Giorgio Ascani) nasce a Città di Castello il 12 ottobre. I genitori, entrambi tipografi, gli trasmettono l'amore per l'attività artigianale accompagnato dalla precisione e dalla accuratezza tecnica.

1944 trascorre la giovinezza in Umbria dove, durante la Resistenza, a cui partecipa in prima persona, assume il nome “Nuvolo”.

1949
lavora nel laboratorio grafico di famiglia e dimostra doti manuali in campi differenti, dal restauro ligneo alla realizzazione di costumi teatrali per spettacoli cittadini. Si reca quindi a Roma su consiglio dell’amico Alberto Burri e ne diventa collaboratore nello studio di Via Margutta, dove conosce anche Edgardo Mannucci.

1950
alla mostra di Giuseppe Capogrossi, presentata da Cagli alla galleria del Secolo, Burri presenta a Nuvolo Corrado Cagli, con il quale instaurerà una grande amicizia e un grande sodalizio artistico che proseguirà fino alla scomparsa dell’artista anconetano. Entra così all’interno della costellazione riformatrice degli artisti degli anni Cinquanta operanti nella capitale, assistendo alla nascita del gruppo Origine (Ballocco, Burri, Colla, Capogrossi).

1952
Nuvolo realizza le prime “Serotipie”, così coniate dal poeta visionario e amico Emilio Villa per descrivere l'innesto tra la tecnica serigrafica e quella propriamente pittorica a cui l’artista arriva da un lavoro intrapreso alla fine degli anni Quaranta a livello piccolo industriale ed in modo sperimentale sulla serigrafia fotografica, realizzando le prime incisioni fotografiche e i primi manifesti in serigrafia per la serigrafia pubblicitaria.

1953 si trasferisce nello studio lasciato libero da Burri in via Margutta, trovando nello spazio maggiore un’occasione di sviluppare l’estensione delle superfici su più vasti telai. Inaugura la produzione degli “Scacchi” trovando una nuova caratterizzazione del collage serigrafico.

1954 su Arti Visive, dal 1952 rivista del gruppo (e successivamente fondazione) Origine, la cui direzione verrà assunta tra gli altri anche dal fratello Ascanio Ascani, giornalista critico e scrittore, Nuvolo presenta per la prima volta le sue opere, introdotte dall’amico poeta Emilio Villa. Per la casa editrice romana La Palma esce il primo volume di quelle che lo stesso poeta definisce “esoedizioni”, ovvero pubblicazioni che uscissero dai binari canonici, con illustrazioni serigrafiche, appunto le “Serotipie” di Nuvolo, differenti per ogni copia.

1955
espone alla sua prima mostra personale alla galleria romana Le Carrozze, curata da Emilio Villa. La seconda è a Firenze ed è presentata da Corrado Cagli. Espone, poi, nelle gallerie romane più influenti del momento: La Tartaruga, Trastevere, Appia Antica, San Luca, ma anche all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, rientrando in quel “corridoio espositivo" che metteva a confronto l’arte italiana con quella americana.

1956
partecipa alla collettiva ospitata nella galleria di San Marco, in un’esposizione rappresentativa del panorama artistico del periodo tra cui Burri, Cagli, Capogrossi, Dorazio, Fasola, Mannucci, Mirko, Perilli e Turcato. Sposa Liana Baracchi, che diventerà collaboratrice in atelier grafico fino all’ultima fase.

1957
lascia l’ex studio di Burri e si stabilisce in Via Clivo Rutario, per poi trasferirsi stabilmente in via Lungotevere Artigiani l’anno seguente. Inaugura la serie serigrafico-pittorica dei “Bianchi”.

1958
espone nella sua personale milanese nella Galleria Montenapoleone. Villa presenta le sue “Serotipie” nel catalogo della mostra romana alla libreria “Ferro di Cavallo”, esplicandone gli assunti di nuovo mezzo artistico. Inaugura la fase del cucito, concentrandosi in un ampliamento di tecniche e materiali ora associati alla tessitura come nuovo campo di azione pittorica.

1959
partecipa alla Quadriennale romana e al Premio Lissone. Frequenta l’ambiente milanese: Manzoni, Bonalumi, Castellani, Dova, Crippa, ed è spesso ospite di Fontana.

1967
inizia un sodalizio artistico con Mirko e la trascrizione serigrafica di alcuni lavori di Cagli, a cui seguiranno negli anni quelle di molti altri artisti. Inaugura la serie degli “Oigroig” come nuova sperimentazione serigrafica sul tema della simmetria su base scientifica.

1969
affianca all’attività artistico-espositiva l’impegno didattico negli Istituti d'Arte (dapprima a Vasto, quindi a Foggia l’anno seguente e Roma). Inizia a lavorare al nuovo ciclo serigrafico dei “Modulari”.

1977
espone allo Studio Piattelli di Roma presentando una compiuta serie di vecchi e nuovi lavori, con una speciale apertura al mezzo video. Vince la cattedra di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.

1979
diviene direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia fino al 1984.

1984
sposta l’atelier a Città di Castello, dove realizzerà (tra gli altri) i lavori grafici di Carla Accardi, Marco Bagnoli, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Luciano Fabro, Renato Guttuso, Jannis Kounellis, Sol Le Witt, Milo Manara, Mario Merz, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Rotella.

1987
utilizza il codice barra per nuovi utilizzi, aprendosi progressivamente all’innesto digitale con l’aiuto del figlio Paolo, informatico e Giorgio, tecnico fotografico.

1989
produce il ciclo degli “Aftermandelbrot” sulla base di uno studio della teoria dei frattali di Mandelbrot, espandendo considerevolmente la sperimentazione serigrafica.

1993
a Perugia e Città di Castello viene organizzata una grande retrospettiva che celebra gli oltre quarant'anni di attività artistica dalle prime Serotipie ai video, dalle pitture all'attività dell'atelier serigrafico.

1998
a Siena ha luogo una particolare mostra nel parcheggio coperto "Il Campo" su 100 televisori appesi al soffitto con le immagini in movimento delle opere dell'artista. Dà vita al ciclo pittorico delle “Turbolenze”.

2002
riprende la pubblicazione delle esoedizioni, realizzate ed esposte con l’aiuto dell’assistente Marco Baldicchi nella settecentesca Tipografia Grifani Donati di Città di Castello. Produce il ciclo materico “Legni collage”.

2003
Il ciclo delle “Genesi”, iniziato nel 1994, diventa oggetto di indagine filosofica da parte del Professore tifernate Venanzio Nocchi, il cui fulcro verte sulla struttura ontologica ed archetipica dell’ideazione dell’artista. 

2005
la Pinacoteca di Città di Castello ospita la retrospettiva “Nuvolo. Lo spazio pittorico tra ordine e caos” a cura di Bruno Corà, attraverso la quale viene tracciato un aggiornato compendio sullo studio dell’opera del pittore.

2008
Nuvolo muore nella sua casa di Città di Castello, all’età di 82 anni.

2015
nasce l’associazione Archivio Nuvolo, costituita dai figli e presieduta dalla consorte dell’artista Liana Baracchi. L’associazione concede un lascito permanente di opere alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello, inaugurando un’attività di valorizzazione in Italia e all’estero.

 

Nuvolo al lavoro - Nuvolo at work
Nuvolo con il critico Bruno Corà - with Bruno Corà, 1989
Nuvolo Ascani
Nuvolo anni 70 - Seventies
Nuvolo Ascani
Nuvolo, 1989
Mostra (exhibition) Trieste, 1989
Nuvolo e (with) Emilio Villa, 1996
Nuvolo e (with) Emilio Villa, 1996
Nuvolo Ascani, 1956
Nuvolo Ascani, 1956
Nuvolo Ascani, 1965
Nuvolo Ascani, 1966
Nuvolo Ascani, 1984
Nuvolo Ascani, 1987

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