Antologia Critica

"L`opera di questo nuovo pittore e giusto condotta lungo l`opera critica dove la forma non si distingue dall’indistinto, ma vi collabora apertamente, come una esclamazione interrogativa, e dove l'intreccio, il segno, il neuma, sembra svagato come l`aria ed invece e calcolato come il respiro, come la necessità, dove il mostruoso atmosferico si elettrizza come dentro una apparecchiatura nervosa o anatomica, dove il simulacro fortuito finisce per diventare sconcertante come la più matematica delle articolazioni."
Emilio Villa, Nuvolo, in Arti Visive 1 (II serie), novembre 1954 - PDF

"E se mentre tu vai buttando coriandoli a manciate un uomo ti sbarra la strada e ti chiede la ragione del tuo gesto, come e accaduto a Nuvolo quando si e imbattuto in Villa, tu, più tardi leggendo i tracciati di gesso sull’asfalto, scopri nei giuochi fanciulleschi della chiocciola e della campana la persistente memoria di rituali umbro-etruschi."
Corrado Cagli, catalogo della mostra Nuvolo, Galleria Numero, Firenze, 1955 - PDF

"Era appena giunto dalla nativa Umbria, dov‘era cresciuto nella solitudine del paesaggio e della natura, in cui gli uomini, come le cose, sono caratterizzati dalle incantate notti estive e dalle profonde notti invernali. Solo da esseri completamente differenti da ciò che conosciamo, e cosi stigmatizzabili, possono scaturire figurazioni tanto libere e piene di fresca poeticità."
Ettore Colla, settembre 1956 (citare fonte) - PDF

"(..) questa pittura astratta può essere fortemente regionale, in questo caso umbra, così come profondamente inserita nella storia (di Perugia, di Città di Castello), come parte riconoscibile delle ricche tradizioni italiane dell’artigianato e della creazione artistica, e di un più antico modo di dipingere.
E questa è una scoperta toccante, un collegamento importante che potrebbe sorprendere ognuno di quelli che vedono l’arte astratta con gli occhi delle vecchie generazioni, un riconoscimento che oltre alla personalità rileva le radici ben profonde dell’opera di Nuvolo."
B.R. Whiting, catalogo della mostra Nuvolo, Galleria Trastevere, Roma 1958 - PDF

"Quando si parla di rapporti «significativi» si tratta di nessi nell’intimo dello spirito umano, che io però non chiamerei astrazioni, come non chiamerei questa pittura non-figurativa o informale. Perché le forme ci sono e ci sono le figurazioni e sono tutte vere. E solo che non son più quelle che abbiamo conosciuto facendo credito ai nostri sensi. La cosciente comprensione dei rapporti negli elementi di un violino e necessaria a chi vuol costruirne uno.
Ma il contenuto della sua musica accoglie inconsciamente quei rapporti razionali."
Ascanio Ascani, Nuvolo, in Arte Oggi n. 10, Anno III, Roma, 1961 - PDF

"Ed ecco perché ben volentieri ti rendo testimonianza di stima, oltre che di affettuosa amicizia, avendo tu ricevuto, e fino dagli esordi, insieme con la nativa disponibilità alla sperimentazione, il dono di saperti guardare dal considerarla un'autosufficiente giustificazione operativa. E come signoreggi consapevolmente i possibili interventi del caso e dell'estro. che pertanto si spogliano della loro accidentalità fortuita, cosi rivendichi ai diritti della tua libertà personale, e rendi umana, la freddezza del calcolo matematico e tecnicistico."
Fortunato Bellonzi, catalogo della mostra Nuvolo Nuntius Celatus, Roma, Ottobre 1971 - PDF

"Ed anche in questo caso la costruzione, pur sempre ottenuta per mezzo della tecnica serigrafica, evita gli schematismi sia formali (dei triangoli e dei quadrati], sia del colore, ma soprattutto quelli di una assuefatta condizione. Ancora una volta, quindi, Nuvolo e positivamente controcorrente ed e impegnato a dimostrare la validità e la necessita di un’invenzione, nel senso antico e pur sempre attuale del termine."
Nello Ponente, catalogo della mostra Nuvolo Nuntius Celatus, Roma, Ottobre 1971 - PDF

"Non pittura, ne stesura, ne compitura, ne alcuna di queste, inerzie: ma rituale a proiezione (quasi periodica) per la ricerca di punti cardinali in via di estinzione. Certo, iniziazioni e esistenze ingannevoli, illusorie. bene: e finzioni ricorrenti, rincorse e accettate; ma sempre, intanto, detersioni e tensioni di piccoli infiniti che si spiralizzano e si immergono sulla retta spenta o si contraggono con sempre maggiore potenziale negativo, o si invertono e perdono quota e direzione, e quindi costringono la futile finzione (funzione?) dello "spazio" alla resa: come in una tomachia (arcaicamente: teomachia]. E a ogni insorgenza io mi dicevo: o morte dov'e la tua debacle? dov`e la tua ferita? dov`e il tuo spazio?"
Emilio Villa, Roma, catalogo della mostra Nuvolo Nuntius Celatus, Roma, Ottobre 1971 - PDF

"Sono stati Riri [il fratello (ndr)] e Nuvolo. uno con un dito, l`altro velocissimo, a sacrificare due giorni e due notti sui tasti della macchina da scrivere affinché la ragazza, la loro amica potesse presentare in tempo la tesi di laurea. Sapevano che c'era bisogno di lavorare ma non l`hanno mai detto. Acqua e semi salati per restare svegli. Ed alla fine Nuvolo, gli occhi rossi dalla stanchezza, mentre metteva in ordine, le pagine come saluto: "Vai a dormire. ragazza. Sembri una patata lessa troppo cotta". Cosi era e cosi è Nuvolo."
Eliana Pirazzoli, Città di Castello, novembre 1992 - PDF

"Egli ha avuto fede nell'arte e dell'opera cpiù che nel mondano."
Bruno Corà, Città di Castello, 1993 - PDF

"Tornava pertanto in evidenza come l'azione del giovane Nuvolosi fosse già fortemente distinta entro gli anni Cinquanta in ambienti artistici assai qualificati."
Bruno Corà, Città di Castello, 2005 - PDF

"Nel 1957-58 Nuvolo elabora un nuovo ciclo di dipinti da lui definiti “Bianchi”, a base di bianco al titanio e battute serigrafiche con colori alla nitrocellulosa."
Bruno Corà, Città di Castello - PDF

Contatta l'Associazione

Per segnalare materiale o contattare l’associazione, compilare il form specificando tutte le informazioni necessarie.

Carica file
La dimensione massima per ogni file è 5.00 MB