Scritti di Nuvolo

Restio a lasciare testimonianze dirette sulla propria opera, così come altri interpreti della generazione a lui coeva, Nuvolo lascia ben pochi testi, ma quello che lascia è comunque un prezioso unicum di poetica e al contempo di storia, difesa e promozione del mezzo serigrafico.
Lo scritto che segue si presenta come raro chiarimento estetico, redatto per la mostra collettiva “Eight Contemporary artists from Rome” presso il Minneapolis Institute of Arts, 11 Settembre/ 20 Ottobre 1963:

Oggi, ora, in questo momento, cerco il bilanciamento perfetto, l’equilibrio assoluto. Questo, logicamente, dev’essere il più vicino possibile al mondo atonale della dimensione zero... Comunque io vivo in un mondo costituito da una serie continua di punti e possiedo come mezzi di espressione linee e colori, non le infinite, indefinite ed atonali dimensioni infinite, non l’adimensionalità. Se avessi presentato un quadro interamente bianco aurei avuto una figura, non un equilibrio.  Allora devo mettere sulla tela bianca qualcosa che, se possibile, sia il meglio ed il più (possibile) esatto.
Forse un giorno farò un quadro del genere. Quel giorno tutti i pittori potrebbero insieme a me, smettere di dipingere. Fino ad allora comunque, io guardo ad ogni mio lavoro come ad un’equazione relativa con un’incognita non risolta.

Due testi ben più estesi appartengono al singolare impegno a supporto dell’ingresso della serigrafia nel novero dei nuovi insegnamenti scolastici, che fu da lui proposta al Ministero della Pubblica Istruzione, senza che fosse agevolata, e un testo di risposta alla giornalista Iolena Baldini (Berenice) in risposta alla polemica apparsa sul periodico “Il Borghese” nel dicembre 1969, screditante l’utilizzo della serigrafia in arte.

LA SERIGRAFIA NELLE SCUOLE (1961) > PDF

CARA BERENICE (1969) > PDF

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