Cuciti a Macchina (1958-1963)

Accanto al telaio serigrafico è da un altro oggetto industriale che si inaugurano i “Cuciti a macchina”  (1958-62): una Vigorelli a pedale fornita dalla moglie Liana come dote muliebre permette a Nuvolo di inventare un nuovo strumento di disegno e campitura pittorica. Attraverso l’applicazione di un motorino può trovare un’ulteriore zona di indagine nella tecnica compilatoria già esplorata nel ciclo dei “Scacchi” procedendo ora con la cucitura e la sovrapposizione materica ed effettiva di “tasselli” composti da brandelli di stoffe varie. Il risultato è figlio di diversi approdi, dal collage alla tensione delle pelli, alla stessa pittura, investendo materiali di variegata provenienza e fattura, come il cotone, il velluto, il fustagno, il camoscio e teli dipinti a Batik. Spesso le stoffe appartengono a vesti usate, stabilendo in tal modo un universo del “vissuto” e del quotidiano.

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