Serotipie (1952-2008)

"Serotipia è da intendere pittura con i mezzi della serigrafia, o silkscreen, ma condotta nei limiti dell‘esemplare unico e irripetibile”.1

Così il poeta, biblista e critico d’arte Emilio Villa definì le opere serigrafiche di Nuvolo, conferendo allo stesso tempo autonomia artistica a tali particolari creazioni uscite da un mezzo industriale.
Si tratta di un approdo storico della serigrafia alla pittura, almeno in Italia, che si inaugura nel 1952 e che in forme molto mutevoli e a tratti sorprendenti, si dispiega fino a coprire l’intero percorso artistico di Nuvolo. Nel 1955 Corrado Cagli associa le prime serie ad un “gettito di coriandoli”, sottolineandone l’impulso vitalistico, che si affaccia nei cromatismi sfumati ed opachi, mentre progressivamente si accentuano i colori e gli effetti in rapide scolature di colore serigrafato. I punti cardinali di tale geografia sono mobili, come vari i supporti (su tela, carta, legno, poliestere e cellotex), le dimensioni e i materiali scelti (olio, tempera e nitrocellulosa), fino alle proliferazioni visio-sensoriali dei decenni successivi, figli di una progressiva ricerca formale su base scientifico-matematica e quindi informatica.

1: E. Villa, catalogo della mostra in libreria Al Ferro di cavallo, Roma, 1958

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