Tensioni (1962-1965)

Nelle “Tensioni” (1962-65) l’equilibrio spaziale diventa materico: la scena pittorica è definita da strisce in pelle o stoffa che vengono tirate, distese o poste appunto in tensione da una stecca all’altra del telaio del quadro, a volte fino al rischio di spezzarsi. L’iconografia che ne deriva è frutto di un’azione reale, una forza interna all’opera in sé stessa, come coniugazione ulteriore della meccanica di bilanciamento tra equilibrio e rischio di deflagrazione, presente fin dalla prima ora nella poetica dell’artista.

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