1573-2023: 450 anni della nascita dell’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia
L’Accademia di Belle Arti di Perugia fondata nel 1573, è la seconda più antica d’Italia dopo quella di Firenze, inizialmente era soprannominata Accademia del Disegno; è intitolata al celebre pittore umbro Pietro Vannucci: il Perugino.
Nuvolo ne è stato professore di pittura dal 1979 al 1991 e direttore fino al 1984. Durante il periodo di direzione si annoverano docenti eccellenti tra i quali Osvaldo Ciarapica, Aldo Cicinelli, Bruno Corà, Granfranco Ercolanoni, Fabrizio Fabbroni, Antonio Gatto, Aldo Iori, Romeo Mancini, Bruno Marcelloni, Eliseo Mattiacci, Stefano Miccolis, Antonio Todini, Stanislao Segapeli, Adriano Urbano e Domenico Valentino.
Dal 1980 Nuvolo insieme a Bruno Corà, organizzano incontri con artisti e critici intitolati Incontro con l’artista e la sua opera. Agli incontri sono chiamati a partecipare gli studenti, altri docenti dell’Accademia ed esperti esterni; tra gli artisti ospitati in Accademia ricordiamo: Marco Bagnoli ed Enrico Castellani (1980), Michelangelo Pistoletto e Giulio Paolini (1982), Luciano Fabro, Mario e Marisa Merz, Sol Lewitt (1983), Carla Accardi, Giulio Decima, Edgardo Mannucci, Guido Strazza ed Emilio Villa (1984).
Significativa è la collettiva Pre/visioni del 1982, mostra didattica in cui si documenta pubblicamente l’attività dell’Accademia dal 1979 attraverso i lavori degli studenti negli spazi di San Francesco al Prato.
Vari allievi e colleghi professori lo hanno ricordato in questa veste nel libro memorial Nuvolo C’ho da fare a cura di Associazione Archivio Nuvolo ed edito da Petruzzi Editore nel 2019, di seguito alcune citazioni
«[…] Con l’arrivo di Giorgio Ascani Nuvolo, si attivò un cambiamento radicale, si fecero concorsi, arrivarono docenti giovani e preparati, ma la cosa che Nuvolo ci insegnò, da subito, fu quella di uscire dall’accademismo e di dare agli studenti il meglio di noi attraverso un rapporto diretto e stretto di lavoro e di studio. Con lui iniziò un percorso serio nel mondo della pittura, della fotografia, della scenografia e della scultura. […]» (F. Fabroni)
«[…] L’Accademia di Belle Arti di Perugia, in quegli anni sotto la direzione di Nuvolo, era un luogo dove veramente si respirava arte e libertà. L’aula di pittura era spaziosa e luminosissima, Nuvolo era il titolare della cattedra. Sempre presente, accoglieva chi entrava seduto in fondo ai grandi tavoli che occupavano la stanza. L’obiettivo all’Accademia sembrava essere incoraggiare alla libertà di espressione e sollecitare gli allievi ad aprire la mente. […]» (S. Frillici)
«[…] La presenza di Nuvolo in Accademia era sostenuta da pochi, osteggiata da alcuni e mal digerita da molti, ma la sua strategia di portarvi i più importanti personaggi del tempo faceva parlare dell’Accademia di Perugia molto più fuori che nel comprensorio, ricordo che molti personaggi nel mondo dell’arte internazionale si offrivano per una cena e un soggiorno per fare una conferenza nella piccolissima e magnifica biblioteca. […]» (P. Ramotto)
«[…] Nuvolo era un direttore con molta autorevolezza e sapeva rendere partecipe ognuno del progetto didattico intrapreso e condiviso; pretendeva da noi, consenzienti, un’adesione partecipata e in alcuni aspetti totalizzante. Sembrava di essere parte di un qualcosa che poteva ricordare altre esperienze didattiche del secolo in corso. […]» (A. Iori)
«[…] Amava offrire a noi studenti ogni luogo, ogni spazio di quel meraviglioso edificio che è San Francesco al Prato, noi ci sentivamo i proprietari di aule, biblioteca, gipsoteca, e persino nella stanza dove si trovava la sua direzione c’era un continuo via vai. Giorgio Ascani Nuvolo trascorreva il suo tempo nelle aule o vicino al grande tavolo dell’aula di pittura, di cui era docente, affiancato dall’artista Antonio Gatto, per indicare, a chi ne faceva richiesta, un modo di procedere, con piccoli ma preziosissimi suggerimenti. […]» (V. Mazzoni)
«[…] Per un puro caso mi iscrissi all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Era il ’78 e mi ritrovai in quel periodo noto per le contestazioni politiche e quant’altro, che investirono naturalmente anche le cariche più alte dell’istituzione, come il direttore, ad esempio. In quel primo anno di frequentazione non ebbi particolare stimolo a continuare. Il corpo docenti mi sembrava poco accorto alle esigenze degli alunni. Solo negli anni successivi vennero a confluire in Accademia personalità quali Nuvolo e Bruno Corà. Nuvolo divenne il direttore dell’Accademia. Mi ritrovai così, quasi senza accorgermene, proiettato in quel magico fervore di comprensione della contemporaneità che mi accompagnò fino all’anno del diploma ed oltre. […]» (Karpüseeler)
«[…] La prima frase di Nuvolo fu precisamente la seguente: “Siete qui o perché siete matti o perché siete molto speciali”. Quasi quasi mi sentii orgoglioso per essere speciale, ma anche per essere matto. Seconda frase: “Dovete dimenticare tutto quello che avete imparato finora, perché adesso comincia un’altra fase della vostra vita come un’esperienza artistica più innovativa e sperimentale”. Alè… cosa voleva dire con questo? Quest’uomo con la faccia più da scienziato che da artista? […]» (U. Inatchi)
«[…] Il professore entra nell’aula di pittura con gli occhiali spessi e i capelli bianchi arruffati. È il primo giorno dell’Anno Accademico 85/86. Ci guarda e ci fa il discorso di benvenuto. Quello che ricordo, nel sunto, fu sottolineare il rispetto per quel luogo paganamente sacro e il pretendere consapevolezza, che in fondo era spezzare i tendini di chi si immaginava nuovo e unico senza passare per la materia. […]» (M. Napoletano)
