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Film Documentario – NUVOLO “Nuntius Celatus”

Film Documentario – NUVOLO “Nuntius Celatus”

Il film documentario Nuvolo “Nuntius Celatus” (dall’epiteto coniato per Nuvolo dal grande poeta novecentesco Emilio Villa) è nato sulla scia dell’importante retrospettiva newyorkese “Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965”, e in concomitanza con il decimo anniversario della scomparsa di Giorgio Ascani “Nuvolo” (Città di Castello, 1926-2008).
Inteso come riflessione sull’opera di Nuvolo alla metà degli anni Sessanta, e quindi in sintonia con la rivisitazione storica della mostra americana, il film avrà un seguito nel 2019, che andrà a completare il percorso storico dell’artista e a coprire tutta l’intensa produzione.
Il film documentario della durata di 20 minuti è prodotto dall’ Associazione Archivio Nuvolo di Città di Castello in collaborazione con 3D Produzioni Milano per il canale tematico Sky Arte HD, con messa in onda prevista a dicembre 2018. Soggetto e regia sono del tifernate Giuseppe Sterparelli, autore di varie iniziative culturali tra Italia ed estero. La direzione di fotografia di Lisa Rinzler, già premio Emmy Award, Sundance Festival e Independent Spirit Award. Con la partecipazione straordinaria di Roberto Latini, premio Ubu come miglior attore teatrale italiano 2015 e 2017.
Teatro dell’anteprima nazionale è il salone d’onore della Pinacoteca di Città di Castello, già sede della collezione permanente dedicata all’opera di Nuvolo in quindici opere donate dagli eredi dell’artista al Comune di Città di Castello.
Per l’occasione verrà ufficialmente presentato al pubblico il nuovo allestimento espositivo della collezione curato dall’Associazione Archivio Nuvolo, con la consulenza scientifica del Prof. Bruno Corà.

 

Il film

Nella penombra di un carattere riservato e nel silenzio di uno studio dove l’unico pensiero era quello di sperimentare, Giorgio Ascani “Nuvolo” (Città di Castello, 1926-2008) ha vissuto al di fuori dei clamori dell’arte, pur avendone seguito e spesso anticipato le sorti, a partire dalla trasformazione della serigrafia in inedito mezzo pittorico, ben prima di quanto fece Andy Warhol.
La retrospettiva americana “Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965”, presso Di Donna Galleries di New York, ha riposizionato il pittore tifernate tra gli innovatori del secondo Novecento, già nell’inedita trasformazione artistica del telaio serigrafico e in quella del cucito a macchina.
Il film Nuvolo Nuntius Celatus, prodotto dall’Archivio Nuvolo e diretto da Giuseppe Sterparelli, vuole restituire la vocazione poetica dell’artista, così soprannominato da Emilio Villa (una delle voci più alte benché fortemente indipendente del panorama letterario del secondo Novecento), proprio a sottolineare la riservatezza e al contempo il ruolo di innovatore.
Nelle immagini di Lisa Rinzler, tra i più apprezzati direttori di fotografia odierni, si snoda un racconto lirico impaginato sulle prime opere di Nuvolo, che vennero battezzate da Villa “Serotipie”, fondendo il concetto di serigrafia e di monotipo (ovvero un binomio inedito in creazioni fondate sulla variazione di nitrocellulosa serigrafica unite all’olio e alla tempera). Quindi trova spazio il momento più ‘materico’, eppure regolare e geometrico, dei cuciti a macchina, dal collage alla tensione delle pelli, ai cosiddetti “stracci” o abiti già usati, a creare un ambito di reale “vissuto”.
Questi strumenti, di natura artigianale e quindi industriale, diventano elementi “compositivi”, in continuità ideale con l’inedito uso pittorico che Nuvolo ne fece; illuminati dall’occhio di bue, al centro della piccola sala teatrale, si vedono una macchina da cucire Vigorelli del 1953 e un telaio serigrafico ancora sporco di colore. Non si tratta di una messa in scena, perché il palco che le ospita non è che il vecchio studio di Nuvolo in Lungotevere Artigiani Roma, dove oggi sorge una piccola sala teatrale. Vicino a Ponte Testaccio, quello da cui si gettò l’Accattone di Pasolini braccato dalla polizia, e il mercato domenicale di Porta Portese, “ponte” anch’esso tra la Roma che non c’è più e quella di oggi, da cui la moglie Liana reperiva i tessuti e le pelli, che poi diventavano i “cuciti a macchina”, “daini”, “diagrammi” di Nuvolo.
I ricordi dei protagonisti, gli allievi, gli amici, quelli della stessa consorte Liana, compagna di cinquant’anni di vita e arte, percorrono il racconto, tra le amate sedi di Roma, Perugia e soprattutto Città di Castello, giungendo fino a New York. A completare un viaggio visuale fino alla metà degli anni Sessanta, quando Nuvolo scomparì dai radar delle mostre e del mercato dell’arte per concentrarsi nell’attività dell’atelier di serigrafia unico nel suo genere, richiesto dai maggiori artisti italiani e non solo degli anni 60/90, e nell’insegnamento, che lo porterà più tardi alla direzione dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.
Gli strumenti riapparsi nel luogo di origine, ritornano a parlare nella macchinazione sonora del sound designer tifernate Michele Mandrelli, in una partitura speciale che ne fonde il rumore naturale in suono, e a tratti vera melodia.
A raccontarne la poliedricità il Professor Bruno Corà, firma della prima monografia sul pittore e già collaboratore in seno all’Accademia di Belle Arti di Perugia, quando la direzione di Nuvolo aprì l’istituto a molteplici iniziative artistiche e culturali.
Affidate al baricentro narrativo alcune straordinarie pagine di Emilio Villa, primo cantore dell’opera di Nuvolo, nella lettura di Roberto Latini.
In definitiva un ritratto non invasivo, riconoscibile e misurabile nella figura di un artista importante ma quasi consacrato all’invisibile, che oggi si rende finalmente manifesto, pur nella discrezione dello sperimentatore silente che fu, sicuro nel suo passo e capace di vedere oltre l’orizzonte.

 

I protagonisti

Lisa Rinzler (Brooklyn, 1953) è direttrice della fotografia per alcuni dei maggiori registi cinematografici contemporanei. Prima di dedicarsi alla fotografia in campo cinematografico ha seguito un percorso di studi d’arte e pittura presso la New York Tisch School of the Arts, laureandosi nel 1978. L’interesse per le arti le fece presto ampliare l’azione verso la fotografia, e appena laureata fu chiamata da Patti Smith a produrre un film d’arte con Robert Mapplethorpe, Still Moving con il quale collaborerà nuovamente nel 1984 con Lady, anche in veste di produttrice.
La sua attività si collega negli anni Ottanta alla nascente industria dei video musicali ma anche documentari e cortometraggi, approdando al cinema d’autore dopo pellicole di contenuto più commerciale, come Menace II Society (1993) dei fratelli Hughes per il quale vince l’Independent Spirit Award, Dead Presidents (1995) e Trees Lounge, film debutto di Steve Buscemi.
Nel 1999 ottiene per Three Seasons il premio speciale della Kodak film e agli inizi del Duemila consolida il suo proficuo rapporto di collaborazione con Wim Wenders con il quale collabora già dal 1982 e per il quale lavora a Lisbon Story, Buena Vista Social Club e per altri lavori documentari e musicali, tra cui The Soul of a Man che nel 2004 ottiene l’Emmy Award per la miglior fotografia.
Dopo il suo acclamato lavoro per il biopic Pollock (2000) di Ed Harris stringe collaborazione duratura con Martin Scorsese, dalla serie The Blues, e il documentario sulla vita di Bob Dylan No direction home (2005), fino al ritratto dedicato dalla tv americana al grande regista (2016), tuttora in lavorazione.
Nei panni di se stessa partecipa al documentario Vision of light, dedicato ai grandi direttori di fotografia odierni.

Roberto Latini (Roma, 1970) è attore, autore e regista teatrale, vincitore del Premio Sipario 2011, Premio UBU come miglior attore teatrale italiano nel 2014 e 2017, premio della Critica dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2015.
Formatosi a Roma sotto la direzione dell’attrice Perla Peragallo ha modo di affrontare un percorso congiunto con Leo de Berardinis che si rileverà importante per lo sviluppo di una personale pratica drammaturgica e una personale indagine sulla vocalità e sulle possibilità espressive comprese dall’uso dell’amplificazione sonora, e la sperimentazione sulle tecnologie
Dopo aver diretto il Teatro bolognese di San Martino diventa direttore della compagnia Fortebraccio Teatro da lui fondata nel 1999 e riconosciuta dal Ministero per i beni e le Attività Culturali nello stesso anno.
Per la compagnia volta alla sperimentazione del contemporaneo e alla riappropriazione dei classici lavora ad una pratica di scrittura mai disgiunta dal corpo-voce dell’attore, elaborata soprattutto attraverso un approfondito dialogo con i testi shakespeariani – la loro riscrittura scenica – e una costante relazione con la musica
Tra teatro e radio (Radiovisioni, 2003) elabora produzioni come Nnord (2007), Bikini Bum Bum (2008), il trittico Noosfera (2010/2013) affiancando la recitazione per registi come Federico Tiezzi, Antonio Latella, Fabrizio Arcuri, Mario Martone, Aleksandar Popovski.
Nel rapporto dialettico con una certa linea del teatro di ricerca italiano (da Carmelo Bene a Leo de
Berardinis), rientrano le messinscene dell’Ubu Roi di Jarry (2012), I giganti della montagna di Pirandello (2014) e Metamorfosi (di forme mutate in corpi nuovi), da Ovidio, con le quali si compie una fase di ricerca programmaticamente rivolta verso una scrittura scenica “diretta”, non mediata da riscritture o adattamenti. Nel 2016 è di stanza al Piccolo di Milano con Arlecchino. Nel 2017 porta in scena Cantico dei Cantici con il quale vince il premio come miglior attore teatrale dell’anno.

Giuseppe Sterparelli (Città di Castello, 1976) è ricercatore e autore indipendente, già curatore di rassegne aperte alla contaminazione tra immagine, suono e parola. Dopo gli studi in drammaturgia all’Università di Bologna ha diretto eventi e collaborato con importanti festival e atenei italiani e stranieri. Mediatore per iniziative editoriali tra Italia e USA, è autore di vari focus per l’Università Italiana per stranieri (Pasolini Il canto del mio tempo/ Demetrio Stratos La voce e il sogno), simposi e pubblicazioni su performance e arti visive (POP Surrealism, Eccezioni senza regola/ Maledetti! Segni & suoni di strada). Tra le ultime curatele uno studio monografico sull’attività di Luca Signorelli con il critico Tom Henry, ad oggi il più completo documento sul pittore rinascimentale, e l’evento patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali Burri Prometheia presso l’Università di Los Angeles, dove ha presentato in anteprima un film sulla collaborazione di Alberto Burri con il poeta e linguista Emilio Villa.

Michele Mandrelli (Città di Castello, 1988) è musicista, sound designer, multimedia Artist. Si forma in Sonic arts all’Università Tor Vergata di Roma e si perfeziona all’Accademia di musica elettronica di Barcellona. Crede nell’arte del campionamento creativo e nella commutabile bellezza dei suoni della vita quotidiana. Attualmente si dedica a produzioni musicali, arrangiamenti, registrazioni, missaggi, performance musicali, installazioni, musica e sound design per cinema, cartoni animati e videoGames. Fa parte della band “Snow in Damascus!” e del collettivo di improvvisazione elettronica “Fuko”, con il progetto “Playing books”, dove i libri si trasformano in strumenti musicali.

3D Produzioni opera dal 1999 nel settore dell’editoria e della comunicazione integrata ed è specializzata nella realizzazione di video, documentari, prodotti audiovisivi, siti e portali web di forte impronta contemporanea nel settore Cultura – con particolare attenzione all’Arte, al Design, all’Architettura e alla Storia – che distribuisce sui migliori canali web e televisivi italiani ed internazionali. 3D Produzioni è il primo editore in Italia a proporre una web tv dedicata a Design, Arte, Architettura e Cultura ed è al centro di un network culturale online che la vede collaborare con istituzioni come Biennale di Venezia (sezioni Arte, Architettura, Musica, Danza, Teatro), MAXXI di Roma. 3D Produzioni realizza anche la web tv del Piccolo Teatro di Milano e a partire dal 2012 collabora stabilmente con Sky Arte HD, RAI e Repubblica TV.

 

Biografia essenziale

Giorgio Ascani, nasce nell’ottobre del 1926 a Città di Castello. Già nel 1933 si avvicina all’arte, dipingendo gli scenari di un teatrino organizzato dai genitori per intrattenere i vicini durante la guerra. Nel 1943, dopo la morte del padre inizia a lavorare alle Ferrovie, ma non abbandona la sua passione dipingendo stendardi per le processioni cittadine, scenografie teatrali e intervenendo, su commissione di Mons. Cipriani, allora Vescovo di Città di Castello, nelle chiese di Santa Maria delle Grazie e San Domenico nell’esecuzione di piccoli decori e restauri.
Nel 1944, Giorgio partecipa come partigiano alla Resistenza nella Brigata Proletaria d’Urto “San Faustino”, e proprio in questa situazione che, grazie all’imprevedibilità e al silenzio con cui appariva e scompariva tra le colline umbre, gli viene dato il soprannome di “Nuvolo”, nome che lo identificherà per tutta la vita.
Nel 1949, in occasione di una personale allestita presso la “Galleria dell’Angelo” di Angelo Baldelli, conosce il concittadino Alberto Burri che di lì a breve gli chiederà di seguirlo a Roma per aiutarlo con un importante lavoro. I due condivideranno lo studio in via Margutta fino al 1952, qui conoscerà tra gli altri: Colla, Cagli, Mannucci, Villa, con cui nascerà un sodalizio artistico e una profonda amicizia.
Già nel 1952, inizia a sperimentare la tecnica serigrafica applicata all’arte, creando i suoi primi unici. Collaborerà, qualche anno dopo, anche alla stampa di alcuni silkscreen per “Arti Visive”, rivista dell’arte informale diretta da Colla e Villa, ed in seguito dal fratello Ascanio.
Per la sua prima mostra personale dovrà attendere il maggio del 1955, alla Galleria “Le carrozze” di Roma, seguita da una seconda a giugno alla Galleria “Numero” di Firenze, esposizioni presentate rispettivamente da Villa e da Cagli. Il successo è immediato e solo due anni dopo è già un artista internazionale, tanto da esporre alla 19sima biennale al Brooklyn Museum nella mostra collettiva “Trends in watercolor Today, Italy-United States”.
Nel 1958 viene notato anche da Peggy Guggenheim che acquista numerose opere elogiandone il lavoro. Negli anni 60, l’artista decide consapevolmente di allontanarsi dalle gallerie che gestivano le compravendite di opere d’arte scomparendo dal mercato ufficiale.
Nel 1968 apre, in Via Lungotevere Artigiani a Roma, l’Atelier di Serigrafia (“Multiplo serigrafico” a Città di Castello dal 1985), nel quale riproduce opere grafiche per molti suoi amici e colleghi, tra cui: Accardi, Boetti, Burri, Cagli, Colla, Fazzini, Guttuso, Kounellis, Sol Lewitt, Mastroianni, Merz, Mirko, Pistoletto, Rotella, Turcato, e molti altri.
Nel 1969 vince il suo primo concorso per la cattedra di disegno all’Istituto d’Arte di Vasto; la professione di insegnante lo porterà prima a Foggia, poi a Roma ed infine all’Accademia delle Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, dove sarà direttore fino al 1984.
L’entusiasmo e la voglia di sperimentare tecniche artistiche, in varie forme, lo accompagneranno fino al 2008.

 

Associazione Archivio Nuvolo

L’Associazione culturale Archivio Nuvolo nata nel 2015 per la tutela, gestione e promozione dell’attività del pittore Giorgio Ascani Nuvolo, per volontà della famiglia dell’artista.
Nel 2016 nasce la partnership con la Di Donna Gallery di New York (USA) con cui condivide iniziative di risonanza internazionale, come la retrospettiva “Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965”, curata da Germano Celant, che ha riposizionato il pittore tifernate tra gli innovatori del secondo Novecento.
Nel giugno 2018 l’Archivio è stato visitato dalla Soprintendenza archivistica per l’Umbria e le Marche con l’intenzione di dichiararlo di notevole interesse storico.
L’associazione primariamente si occupa del censimento e catalogazione di tutta l’opera pittorica di Nuvolo, volta alla produzione del catalogo generale ragionato e della ricerca e acquisizione di ogni documento inerente l’artista e il suo operato.
Parte importante dell’attività di Nuvolo riguarda l’atelier di serigrafia che l’Archivio sta riordinando e schedando similarmente all’opera pittorica.
L’Associazione promuove l’organizzazione di mostre, esposizioni, convegni, pubblicazioni ed eventi culturali dedicati all’artista, collaborando con gallerie private e pubbliche istituzioni.
La produzione del film documentario “Nuvolo Nuntius celatus” sarà seguita da numerosi altri eventi, tra cui: la pubblicazione di un volume che raccoglierà le voci degli amici e colleghi dell’artista in occasione del decennale dalla scomparsa 2008/2018; l’esposizione dell’opera “Trionfo della morte” (Diagramma, 1972) ad Art Basel negli spazi Unlimited, nel giugno 2019; la pubblicazione del catalogo generale ragionato; la realizzazione della seconda parte del film documentario con il titolo provvisorio “Nuvolo Revelation”, prevista per il 2019.

Comitato Esecutivo:

Presidente: Liana Baracchi Ascani
Vice Presidente e Presidente Comitato Scientifico: Paolo Ascani
Collaboratori: Paolo Tanzi, Sandro Renghi, Giada Tofanelli.

 

Allestimento

Palazzo Vitelli alla Cannoniera, dimora rinascimentale di Alessandro e Paola Vitelli, ad oggi sede della Pinacoteca comunale di Città di Castello, secondo museo dell’Umbria per importanza espositiva, riserva dal 2015, nella sezione arte contemporanea, uno spazio dedicato al Maestro Nuvolo.
L’esposizione permanente contiene 15 opere donate dalla famiglia alla città. L’allestimento è curato dall’Associazione Archivio Nuvolo in collaborazione con la pubblica amministrazione di Città di Castello.
La collezione comprende opere appartenenti ad alcuni cicli pittorici rappresentativi del lavoro di Nuvolo dal 1950 a metà degli anni 90: Serotipie, Cuciti a Macchina, Scacchi, Daini, Bianco, Bianco Collages, Diagramma, Oigroig, Modulare, Aftermandelbrot, Genesi.

 

Per documenti e contributi digitali:

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Info:

sito internet: www.archivionuvolo.it
email: [email protected]

Tel.: +39 328 583 0911 e-mail: [email protected]

Via Spluga, 3 – 06012, Città di Castello (PERUGIA)